Monte Pisano

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In un angolo privilegiato della Toscana, fra Pisa e Lucca, tra l'Appennino e il mare Tirreno, il Monte Pisano è un territorio ospitale ricco di storia e natura dove vivere in relax esperienze, tradizioni e sapori.

Campagna ai piedi dei Monti Pisani versante di Lucca

Frammento delle Alpi Apuane, il Monte Pisano è una delle formazioni geologiche più antiche della Toscana. Il rilievo è quanto rimane di un antico territorio che comprendeva le isole dell'arcipelago toscano, la Corsica e la Sardegna e con queste condivide un'affascinante storia geologica e una rigogliosa vegetazione. Una piccola isola tra le pianure di Lucca e Pisa che raggiunge quasi 1000 metri di altezza.

I due versanti, con diversa esposizione, verso la costa e verso l'interno, presentano due facce diverse pur con tratti comuni. Il versante pisano, soleggiato ed esposto all'azione diretta dei venti marini è asciutto e secco, talvolta arido. Il versante lucchese, raccogliendo le pioggie provienienti dall'interno della Toscana, è fresco e ricco di acque sorgive e curative.

La storia, la natura, le grotte abitate sin dalla preistoria, rifugio di santi ed eremiti e paradiso degli speleologi, gli acquedotti di due diverse epoche che raccolgono e convogliano le acque verso le vicine Pisa e Lucca, i monasteri luoghi di rifugio e preghiera per eremiti e monaci, le sontuose ville utilizzate dalla borghesia pisana per il ristoro dell'anima e del corpo, i prodotti del territorio, primo tra tutti l'olio EVO ottenuto ancora con metodi tradizionali ne fanno un interessante meta in cui ci attendono sempre nuove, piccole grandi scoperte, splendidi paesaggi naturali e umani.

 

 

Oasi del Bottaccio ai piedi del Monte Pisano Lucca

la Natura

Nel suo piccolo, il Monte Pisano è un interessante punto di osservazione della storia geologica locale e dell'alto Tirreno.
Arenaria e calcari si alternano originando paesaggi diversi in uno spazio molto ristretto. In questi rilievi prossimi alle Apuane, affiorano preferibilmente i calcari, parenti “poveri” del più prezioso marmo, utilizzati in gran parte delle chiese lucchesi e che formano paesaggi comuni a Corsica, Liguria e Sardegna.

Questo sottosuolo poroso di calcare assorbe velocemente l’acqua e sulla superficie, il suolo ospita una vegetazione piuttosto sobria. Le piccole piante dalle fioriture minute, possono forse deludere l’occhio per l’apparente rudezza, ma in certe stagioni esaltano l’olfatto con ricercati ed insoliti aromi. Il mirto è il cespuglio più diffuso, accompagnato dal cisto, da rare felci, dal profumatissimo elicriso, dalla solare ginestra, da preziose orchidee ed euforbie, le belle camelie, giunte dall’oriente insieme ai ricchi carichi di sete e spezie ed alle altre piante ornamentali.

Sui versanti più umidi e nelle piccolevalli, invece, il bosco mediterraneo è dominato dal leccio, cui si accompagnano l’agrifoglio ed il pungitopo dalle belle bacche natalizie, le infiorescenze profumate del sambuco, il corbezzolo che colora il bosco d’autunno con le grandi drupe rosse. Il sottobosco è popolato di cinghiali e timidi istrici. Con la coda dell’occhio, si colgono sugli alberi, veloci movimenti di ghiri e scoiattoli, e sui rami più alti, ghiandaie, tordi, upupe, allocchi.

Nel perimetro del Monte Pisano sono numerose le aree naturali protette visitabili, tra queste le Oasi del Bottaccio e della Gherardesca sul lato Capannorese che, nelle stagioni di passaggio, accolgono grandi stormi di uccelli migratori.

 

l'acqua

La romita, la Grotta del Leone, la Cavernetta del Tasso, la Buca dei Ladri, la Buca delle Fate, la cima la Sugheretta, la Buca del lago, la Buca della tavolaccia sono i nomi fantastici delle grotte che si aprono nel calcare massiccio. Scavate dall'azione delle piogge, danno luogo a fenomeni carsici e a fantastici paesaggi ipogei molto amati dagli speleologi. Sul fondo di molte cavità le acque formano ancora piccoli laghetti di suggestiva trasparenza. In questi paesaggi suggestivi anche l'acqua assume proprietà singolari sotto forma di gocce miracolose che fanno passare il mal di testa e altri malanni.

Già Plinio il vecchio, la regina Margherita, il poeta Ugo Foscolo si curarono con le "calidae acuae" delle sorgenti di San Giuliano. Analoga fama godono il "balneum et fontanam di Uliveto, menzionate in un documento del Mille che elogia le virtù salutari della sua acqua.

Il Monte Pisano è molto ricco di acque sotterranee che tornano in superficie per alimentare, oltre agli stabilimenti temrali, gli acquedotti storici di Pisa e Lucca e le fontanelle delle rispettive città.

934 archi equidistanti realizzati con muratura mista di pitrame e laterizi, coprono i 6 chilometri dal bottino di san Rocco nella valle delle fonti, fino alle mura urbane di Pisa costituiscono l'acquedotto mediceo che il Graduca Ferdinando de' Medici fece costruire ispirandosi alla collaudata tecnica idraulica degli antichi romani.

Il secondo, 413 arcate, 14 fontane, 56 sorgenti, costruito nell'ottocento dall'architetto regio Lorenzo Nottolini è una delle architetture moderne più interessanti della pianura lucchese, un "monumento" nella campagna. Su un piccolo ponte nei pressi delle sorgenti un’iscrizione ricorda la data di conclusione dei lavori, 1836. Tutti a Lucca, conoscono questa località come “le parole d’oro”. L’acqua di queste sorgenti, una delle migliori acque oligominerali della zona, preferite da molti lucchesi a quella di tante bottiglie.

Torrente Visona a sant'Andrea di Compito  a Lucca

la Storia

Frammenti ossei e manufatti del paleolitico superiore sono le testimonianze di frequentazione umana più antiche rinvenute su questi rilievi. Manufatti di bucchero nero segnalano la presenza di popolazioni etrusche, toponimi latini di molti paesi e tracce della centuriazione della pianura circostante, quella dei romani.

In epoca longobarda i boschi ombrosi e le grotte naturali, furono il luogo ideale per ospitare i primi eremiti e coloro che scelsero la vita contemplativa nei numerosi romitori in cui si dice abbiano soggiornato anche Sant’Agostino e San Francesco ed edificare piccole pievi e chiese romaniche, erigere borghi rocche e castelli che ancora punteggiano il rilevo e l'immediata pianura. Più tardi ville monumentali che ospitavano le famiglie aristocratiche di Pisa e Lucca nei loro possedimenti di campagna.

Nel corso dei secoli è l’uomo che modellatato la bellezza di questo territorio dai ritmi lenti arricchendolo con terrazzamenti coltivati a olivi, boschi fruttiferi, disegnando paesaggi agricoli tra i paesaggi naturali del bosco. Sui due versanti del Monte sono ancora attivi alcuni dei numerosissimi mulini da olive, da castagne. Testimonianze degli usi agricoli sono conservate nel piccolo museo di cultura contadina "La Ruota" San Leonardo in Treponzio e nel Museo Athena di Capannori.

Dei grandi complessi conventuali restano ai piedi del monte, sul versante lucchese, il grande edificio della Badia di Cantignano di origine antichissima, già rifugio lungo la via Francigena e sul versante pisano la Certosa di Calci, che domina il piccolo paese, che ospita un famoso Museo di Storia Naturale e il Museo Nazionale della Certosa.

Badia di Cantignano Lucca

All'aria aperta

Grazie alla vicinanza al litorale tirrenico, beneficiano tutto l'anno di un clima mite, concedendo diversi mesi di condizioni atmosferiche/climatiche favorevoli per le attività all'aria aperta: escursioni a piedi, in monuntain bike o a cavallo. L’intero territorio è infatti attraversato da una fitta rete di sentieri che attraversano le aree protette. Un’ampia scelta per semplici passeggiate fra paesaggi agricoli dei terrazzamenti di olivi e boschi di castagno, o trekking più impegnativi con viste mozzafiato.

Le brezze termiche invitano all'esperienza emozionante del parapendio, le falesie e le pareti nude, occasioni per notevoli arrampicate. Per tutti, alla fine, il rilassante prato di Santallago, nei pressi della vetta del monte Serra.

sentiri del Monte Pisano versante di Lucca

Gastronomia e artigianato

Il sapore principe dei questo Monte è senz'altro quello dell'Olio EVO. La varietà di terreno ed esposizioni, si apprezzano nella varietà dei sapori e sfumature di colore dell'olio prodotto in questi territori, frutto di lavorazioni e applciaioni di teconlogie alle coltivazioni rispettose dell'ambiente. Le olive si raccolgono ancora a mano ne' troppo acerbe ne' troppo mature, nel punto cioè, in cui il colore vira dal verde al nero e frante entro el 24 ore. Il sapore di questo olio è fruttato, dolce e piccante, il colore giallo dorato o verde a seconda delle zone di raccolta, è da sempre apprezzato nelle cucine internazionali. I moderni frantoi, con l’aiuto della tecnologia applicata ad un sapere antico, frangono “a freddo”, ovvero mantenendo durante la lavorazione una bassa temperatura che permette di conservare intatti gli elementi pregiati di questo alimento, provare per credere la zuppa alla frantoiana.

Accanto al più mediterraneo dei sapori, il tè. Nel vivaio Cattolica, cresce il primo tè italiano, arrivato fin qui dalla Cina insieme alle altre splendide camelie che abbeliscono parchi e giardini del Compitese, una piccola valle sul versante lucchese.

I colori dell'artigianato sono quelli sgargianti e festosi delle ceramiche di Vicopisano. Anche in questo caso manualità, passione e pazienza sono gli elementi che tasformano la terra in manufatti artistici. L'uso domestico è quello che prevale: orci, otri, piatti, stoviglie varie... Dalle semplici manifatture dei primi forni cinquecenteschi quest'arte si è nel tempo raffinata e arricchita di decori colorati e complessi dove l'elemento naturale dei frutti e dei fiori si associa a nastri e ricche volute e accompagna allegramente le tavole quotidiane.

Camelieto di sant'Andrea di Compito a Lucca